
De Interpretatione.
Durante i miei studi di giurisprudenza mi è stato insegnato come in ordine all'applicazione delle leggi, spesso contraddittorie o icomplete, il tutore via via interpellato deve attingere anche all'interpretazione più corrente e, ancor più plausibilimente, al buon senso.
Sul viale a mare vicino a casa mia, che passa difronte ad alcuni stabilimenti balneari e ad alcune zone di mare libero, vi è una differente segnaletica a seconda del lato della strada che si affronta. Quello direttamente a contatto con il lungomare è parcheggio libero per le auto; quello difronte, che corre lungo tutto il percorso dell'Ippodromo, è invece (e un po' inspiegabilmente) destinato al parcheggio dei motorini.
Va da sè che la domenica è Porto Franco. Durante il più importante giorno di festa le macchine si trovano parcheggiate secondo usi e costumi propri di popolazioni le più lontante dalla nostra. Vi è quindi chi parcheggia appendendo l'autovettura al lampione attraverso cavi e tiranti; altri che riescono grazie a mirabolanti manovre gas-freno a mano a parcheggiare direttamente sugli alberi; altri ancora che utilizzano il giapponese metodo del "parcheggio a castello", in maniera da sovrapporre sapientemente due o più automezzi uno sopra l'altro con grande risparmio di posti auto.
In questi frangenti nessuna autorità municipale o stradale interviene. Una qualsiasi famiglia dotata di carrozzina o simili è costretta per raggiungere il mare a varie discipline olimpiche contemporanee che rendono il fine-settimana più vario e allegro. Nessun vigile, nessuna macchina di Polizia o Carabinieri funesta la joia profonda di questi atleti della domenica.
Oggi però è Lunedì. La gente lavora, i fiorentini non s'azzardano ad uscire da quella vallaccia dove cuociono a fuoco lento e a Livorno, al mare, vanno genericamente le poche famiglie in ferie che non si possono ahiloro permettere una gitarella a Porto Cervo più qualche nonno sfaccendato che con il suo manipolo di tredici-quindici nipoti toglie d'impaccio il genitore-lavoratore che non vuol lasciare il figlio in mano a qualche semi-sconosciuto di turno.
I posti auto non sono tantissimi. Capita sovente che già dopo le 8,30 di mattina siano esauriti quelli del lato del parcheggio consentito. E' da quel momento in poi, lungo un viale enorme e difronte ad un numero assolutamente inutile di posti motorino, che tante persone parcheggiano dal lato opposto della strada. Quello dove non si dorebbe.
I motorini degli sciamannati adolescenti non sono parcheggiati dove dovrebbero ma si affastellano impunemente lungo i pratini prospicienti ai bagni.
Ed ecco che implacabili, almeno due volte per mattina e due volte per pomeriggio, calano i "vigilini" muniti del loro malefico block notes e menano multe a destra e a manca, rovinando spesso non un giorno ma un'intera estate a famiglie che non sanno già normalmente come tirare a fine mese.
Dio è testimone di quanti abusi si possono collegare all'uso improprio dell'auto a Livorno. Ce n'è per tutti i gusti. Penso per esempio alla stessa strada nella serata del Venerdì: a poche ore dalle visite di routine alle peggiori discoteche del mondo, i brufolosi di tutta Livorno si riversano su questo tratto di mare per raggiungere i più angusti e puciosi barrini dove si serve una pessima birra impestando tutto il lungomare di suoni ingiuriosi sparati a volumi da arresto e poi spaccando soavemente le bottiglie in vetro lungo tutto l'arco di spiaggia che il giorno dopo ospiterà neonati, bambini piccole e anziani. Durante questa calata barbarica i giovincelli da strapazzo parcheggiano nello stesso viale in doppia, tripla e quarta fila, non incorrendo mai in alcun caso in una qualsivoglia punizione amministrativa.
Ma il lunedì si devono martoriare delle famiglie che cercano solo riparo dall'afa parcheggiando in posti totalmente vuoti e non impedendo in alcun modo la viabilità cittadina. Il resto della città rimane teatro delle più assurde manovre di parcheggio, spesso ad opera di SUV improponibili e pacchiani che bloccano il traffico per interi quarti d'ora solo per andare a comprare un cazzo di giornale (per esempio).
Ecco che mi scatta la domanda. C'è dolo in questa ricerca pervicace della multa al più vulnerabile? C'è volontà precipua dell'amministrazione "di sinistra" nel perseguire l'accesso spontaneo a l'unica bellezza cittadina che possiamo offrire gratuitamente ad ospiti e abitanti indigeni? C'è pure una volontà precisa di lasciare impunite certe fasce sociali o certe tendenze "giovanili" a scapito delle abitudini familiari e delle persone normali?
Sono in ferie soltanto da stamani ma ho già deciso domattina di prendere di punta il primo vigile di turno che si accanisce sui parabrezza del Viale Italia per rivolgergli queste semplici domande e chiedere come mai non si interpreti con buon senso il segnale di divieto di sosta in frangenti come questi in cui è assolutamente un'infrazione inutile. Ovviamente li inviterò a presidiare quei cinque o sei punti della città dove so per certo che realizzeranno lo stesso incasso per il Comune che è loro richiesto con la razzia del lungomare.
Probabile quindi che passerò il resto delle ferie ospite del nostrano carcere cittadino, ma con la convinzione di dire una cosa non campata in aria. Ci sono abusi, anche delle leggi che paiono costruite bene, che non riesco a sopportare.
Lascio quindi cadere il discorso sulle leggi recentemente approvate dal governo altrimenti mi vengono le bolle e finisco per trasferirmi davvero in Islanda.
Un saluto dal vacanziero e un abbraccio a tutti (tranne che ai vigiili ottusi).

Sonetto Fradicio d'Amore del Giorno
Venerdì scorso ho partecipato con gli amici di SportAmaranto ad una cena di fine stagione. Ha partecipato, per la nostra gioia, il livornesissimo capitano della neo-retrocessa squadra del Livorno, uno dei pochi a salvarsi in questo sfortunato campionato: David Balleri.
La particolarità di questo giocatore dal cuore grande come l'Isola d'Elba è che ha ben 39 anni. A quell'età praticamente tutti i calciatori sono passati ad altro lavoro, con buzza e camminata molle. Balleri invece corre ancora tutta la fascia a velocità pazzesche e irride i giovani avversari con una condizione fisica invidiabile. Dalla sua una carriera integerrima e un comportamento da vero sportivo. Io ero a cena proprio accanto a lui e mi sono sentito una merdina a vedere quanto poco e sano abbia mangiato.
Nell'occasione non mi potevo certo esimere dal presentarmi con un bel sonetto fradicio a lui dedicato e scritto in meno di dieci minuti durante una pausa pranzo al lavoro.
A voi la giro così come a lui l'ho letta e regalata, con le firme di tutti i soci presenti alla splendida cena.
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Pebballeri
Già ar primo vagito, subito evidente
ti siei fatto vedè, appena nato
e in sala parto, come se fusse niente
hai dribblato anche tu' mà e po' hai crossato.
Le punte l'hai servite in tutti i modi
hai corso per chilometri sur prato
perchè se non fatichi te non godi
e poi mai più di tre giorni 'nfortunato.
C'hai sempre messo 'r viso nell'azioni
con la generosità che fa strafare
e a cavarcioni de' tu' du' pormoni
sei stato pronto a fare bene e anche a sbagliare.
Con ir sarmastro 'ntriso ne' carzini
per noi hai intinto 'r cuore d'amaranto
e ora pòl venì anche Cabrini
ma sulla fascia a noi mancherai tanto.
SportAmaranto non dimentica i campioni
e in attesa d'un tuo bel ritorno
tra 'na sbicchierata e un paio di 'anzoni
aiutaci a gridà FORZA LIVORNO!

Ma quale sanità?
Che poi s'arrestano i dottori così come fussero chicchi di grano. E ce n'è pochiiiiiiii! Bisogna tutelalli accidenti a voi!
Arrestate ir mi' amico Marvidio Brandolini, che lavora alla Ricordi di Milano.
Lui sì che vende l'organi!
Quale casta?
Non mi piace bloggare "pezzi" altrui, ma capitano giorni dove un pensiero espresso da un altro mi rappresenta al 100%. E' il caso di questo di oggi...
"IL PICCOLO DETTAGLIO - di Sebastiano Messina
Cinque anni di carcere al giornalista che «propala» - come dice Berlusconi - le intercettazioni telefoniche sembrano una pena equa anche al leghista Castelli, secondo il quale i giornalisti sono una casta e dunque «se sbagliano devono pagare anche loro». Il ragionamento filerebbe anche, se non fosse per un piccolo dettaglio. Le firme di Berlusconi e di Castelli appaiono in fondo al decreto legislativo 61/2002 che trasforma il falso in bilancio da reato penale a illecito amministrativo. Cinque anni di carcere era esattamente la pena che rischiava fino a quel giorno chi alterava i conti della società. Grazie a quel decreto, la sanzione minima crollò a 15 giorni d´arresto. Se domani, poniamo, un giornalista pubblicasse l´intercettazione di un furbo imprenditore che ammette con l´amante di aver imbrogliato i suoi azionisti, il giornalista finirebbe in galera per cinque anni, il furbacchione se la caverebbe con 15 giorni. E la casta saremmo noi?"
da Repubblica del 9 Giugno 2008

Una grande storia a venire!
Adesso che è certa la candidatura del senatore Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti lo posso dire con profonda fierezza. Ho creduto nel suo progetto sin da subito, quando tutti mi prendevano in giro perchè sembrava soltanto destinato ad essere uno dei commensali alla grande abbuffata di Hillary Clinton.
E invece il senatore nero è riuscito nell'impensabile impresa di rendere la vita dell'ex first lady difficile, per poi sbaragliarla definitivamente in un crescendo d'emozioni.
Cos'è che ha convinto me e tanti cittadini americani a credere in questo personaggio del tutto nuovo alla politica mondiale? Difficile captare i tanti perchè dei cittadini americani. Posso soltanto rilevare che il successo di Obama si è avuto maggiormente nei grandi centri e nella popolazione di fascia giovane, di qualsiasi razza. Questo in chiave statunitense a mio modo di vedere è un segnale inedito ed interessante. Primo perchè ci indica come l'idea di un presidente colored, ancorchè osteggiato ancora da molti, è meno temuta tra i giovani; secondo che gli Stati Uniti restano ancora profondamente divisi tra una serie di centri culturali attivissimi, identificabili nelle grandissime città e una provincia spaesata e conservatrice. Questo dislivello può essere colmato soltanto da un presidente innovatore il quale riesca a trascinare tutti gli indecisi della provincia attraverso iniziative che sconvolgano la loro idea di stasi, di conservazione. Una grande nazione come gli Stati Uniti non può permettersi di giocare in difesa nella politica interna.
Per quanto invece riguarda me confesso di aver cercato qualche volto nuovo perchè stuccato da questo predominio bifamiliare che si stava creando con la Clinton. Se è vero come è vero che non c'è stato periodo peggiore di questi ultimi anni per l'agenda statunitense nel mondo, rimane inaccettabile che ai governi Busj Sr. - Clinton - Bush jr. seguisse nuovamente un Clinton. Credevo e credo che un cambiamento sia necessario. Ovviamente essendo le mie idee politiche più vicine al Partito Democratico chiedevo che l'alternativa venisse da lì e l'unico che mi sembrava poter essere un candidato di rottura e innovazione era il sen. Barack Obama.
Adesso si è vinta una piccola sfida e la grande guerra incombe. Due i principali obiettivi, legati l'uno all'altro: battere McCain, affidandosi alle grandi capacità dimostrate in questa tornata democratica e alle presunte doti di statista di Hillary Clinton che non potrà esimersi dall'appoggiare il suo ex-rivale senza dimostrare incoscienza politica; dare seguito a tutte le speranze che questa nazione e il mondo intero sta riversando sul giovane candidato e spostare l'ago della bilancia statunitense su posizioni più accettabili e democratiche.
E' in gioco molto di più di un'elezione interna di un grande paese. Nella scelta del Presidente degli Stati Uniti siamo tutti coinvolti. Gli effetti dell'elezione di novembre ricadranno su tutti noi. Oso quasi dire che per noi è più importante quasi quello che avverra a Washington da qui alla fine dell'anno piuttosto che quello che è avvenuto nelle recenti elezioni italiane.
Spero di non sbagliarmi. Questa è un'altra delle poche possibilità che il mondo ha per cambiare decisamente direzione.

Patria!
Non mi è mai piaciuto l'uso particolare che si fa del termine "patria" ma oggi... sono in patria!
Rapiti per qualche giorno dal Belgio e dalla RyanAir abbiamo toccato il suol natìo questa mattina alle 12,15.
Finalmente siamo a casa, ci sono cose delle quali mi piacerà discutere con voi, ma adesso ci riprendiamo un attimo, assaporiamo le cose belle di qui, ringraziamo gli amici e parenti del Belgio che ci hanno comunque confortato e fatto visitare luoghi bellissimi... e poi parleremo di tutto il resto.
Abbracci e saluti agli indigeni appena ritrovati!

Maremma Impestata e bergica...
La nebbia agli irti colli piovigginando sale
e sotto il Maestrale urla e biancheggia il mar.
Or capirai perchè mi frullan le pale
perchè altri giorni in bergio ho da restar...
Purtroppamente mes amis la nebbia a Bruxelles-Charleroi ha impedito al mio volo di partire.
Una cosa bella di RyanAir è che costa pochissimo. Una cosa brutta di RyanAir è che se il volo viene cancellato lo prendi ner càapranzi!
Indi le soluzioni furono queste:
1) Volo domani mattina per Venezia alle ore 6,30 e quindi con arrivo all'aereoporto alle 4,30 di mattina con tre figlioli piccoli e poi da Venezia macchina pagata per tornare guidando fino a Livorno. Puppa!
2) Volo Martedì per Roma alle 18, arrivo alle 20'00 poi macchina pagata per guidare fino a Livorno, ritardi esclusi. Puppa!
3) Mercoledì' ore 10,35 AM volo diretto per Pisa. Noi riproviamo con questo, se non parte nemmeno stavolta vi prego...
QUALCUNO CI VENGA A PRENDEREEEEEEEEEEEEEEEEE!!!
A presto,
spero!

Belgio per me!
Siccome che sono in ferie (scusassero coloro i quali purtroppamente lavorabbero), mi son preso la briga di portare la bimba a conoscere la bisnonna belga, approfittando di un matrimonio di un cugino di Marin.
Quindi attualmente sono in Belgio. Si mangia cacciagione, si beve Borgogna e si cammina nel verde.
Saluti dal centro dell'Europa. Ci sentiamo domenica sera...

Random
Oggi ho deciso di affrontare Internet in maniera decisamente diversa. Ho trovato un sito che lancia random in un qualsiasi sito mondiale e guardate dove mi ha infilato a me!
Ora ditemi quali mai risposte ne devo trarre per la mia vita?
Ho deciso che combatterò strenuamente per l'eutanasia.

Al salvataggio dei valori storici.
E’ notizia di questi giorni quella dell’acquisto dell’89% della proprietà dell’editoriale legato al quotidiano l’Unità da parte del governatore della regione Sardegna, già proprietario di Tiscali: Renato Soru.
Rispetto alle prospettive precedentemente annunciate, e cioè che per esempio il quotidiano fondato da Gramsci finisse in mano alla famiglia Angelucci (già proprietaria di quotidiani mooooolto differenti quali Libero e Il Riformista) questa mi sembra una soluzione di grande sensibilità.
La voce de l’Unità non poteva sparire dal panorama italiano, per la storia, l’importanza e le prospettive ancora intatte.
Plaudo quindi all’operazione aggiungendo due temi di speranza che ci tengo a sottolineare:
1) Il sig. Soru deve garantire il mantenimento della linea editoriale e della direzione del quotidiano, aggiungendo magari la prospettiva multimediale come piattaforma di rilancio-
2) Mi auguro altresì che venga annunciato al più presto il distacco definitivo dal legame politico che il quotidiano a tutt’oggi mantiene, per garantire da una parte il punto 1 in maniera più effettiva e per chiedere la rinuncia ai 6,5 milioni di contributo statale attualmente percepito in nome del legame politico con il Partito Democratico. Credo che con una proprietà così solida (si parla tra gli altri anche di un contributo della famiglia Feltrinelli) non sia giusto proseguire nella richiesta di utilizzare fondi che potrebbero essere destinati dallo Stato in altro modo.