venerdì, 23 gennaio 2009 ¦ Permalink
categoria : politicamente

                           Siamo Tutti Partigiani

Lettera indirizzata all'Associazione Nazionale Partitigiani Italiani (ANPI).

Ci sono momenti, nella storia di una nazione, nella quale è necessario mettere un punto, fermarsi per rafforzare il ricordo di cosa siamo stati, da dove veniamo.

Spesso si è detto che le nuove generazioni, lontane nel tempo e nei modi di vita da chi le ha precedute, hanno dimenticato o che, peggio ancora, non sono state messe al corrente di come è stato permesso loro di vivere in uno stato democratico, parlamentare, repubblicano.

E' vero invece che in questi giorni a seguito della presentazione di un progetto di legge, il n.1360 in tema di parificazione tra le figure dei partigiani della Resistenza e tra i combattenti della Repubblica Sociale di Salò, molti di noi non hanno dimenticato e si sono indignati perché nel silenzio di molti si sta cercando di cancellare la storia, la nostra storia, attraverso una manovra vergognosa e cieca.

Vergognosa perché in uno Stato come il nostro dove possiamo accertare dai fatti che una pacificazione vi sia stata dal momento della promulgazione della Carta Costituzionale, dal momento dell'accettazione alla pubblica vita politica di una formazione come il Movimento Sociale Italiano, dalla sostanziale non attuazione della repressione del reato di apologia di fascismo, si sta invece cercando, attraverso l'istituzione di questo fantomatico  "Ordine del Tricolore", non già di pacificare quanto di assolvere i membri di una parte in causa nella guerra civile che aveva scientemente scelto di stare dalla parte del nazi-fascismo.

Cieca perché passata nel silenzio dei più la delegittimazione del Parlamento, incontrastato l'assalto all'indipendenza del potere giudicante, si sta cercando con toni da bassa retorica di cambiare anche il nostro passato. La letteratura ci insegna che "chi controlla il passato controlla il futuro".

Da questa indignazione è nato un movimento, a Livorno,  che ha deciso di autoconvocarsi sia a livello locale che a livello nazionale, utilizzando i più disparati mezzi per veicolare il messaggio di opposizione netta rispetto a questa proposta. Abbiamo in tempi molto brevi ottenuto migliaia di adesioni in tutta Italia, attribuibili a persone dall'estrazione politica la più varia sebbene prevalentemente di sinistra. Questa adesione trasversale ci ha spinto a proseguire e nei prossimi giorni daremo vita ad di iniziative volte a sensibilizzare la cittadinanza su questo tema e a rendere pubblica lo sconcerto che ha colpito così duramente tutti noi. Siamo certi che si possa smuovere la coscienza delle persone di buona volontà che tengono al valore della democrazia e alla verità della storia che ha portato alla formazione della Repubblica italiana.

Di questi temi e delle nostra volontà di iniziativa, non reputando necessario coinvolgere i partiti istituzionali che troppo tacciono e tacendo assecondano, abbiamo pensato di informarvi nella speranza che vi possa essere una convergenza di intenti ed un'unità di propositi.

Vi riportiamo per conoscenza il testo con il quale abbiamo raggiunto le persone che si sono unite a noi per questa causa:

La Repubblica italiana si appresta alla discussione ed alla approvazione,
nel proprio parlamento, della proposta di legge numero 1360 che vuole
istituire una onorificenza, indistintamente per i partigiani italiani e per
i repubblichini di Salò.
Questa legge è, oltre che incostituzionale,
un'offesa alla memoria storica del paese,
contro questa infamia, non possiamo rimanere immobili.
I partiti di opposizione, parlamentare o meno, colpevolmente tacciono,
chiedo quindi a tutti voi di adoperarvi per formare comitati spontanei "auto
convocati", di opposizione alla proposta di legge.
Questa schifezza non è degna di un paese civile; dobbiamo assolutamente
fermarla.
Dobbiamo creare una rete in grado di mobilitare TUTTI I CITTADINI
DEMOCRATICI di questo paese senza distinzione alcuna di appartenenza
politica, questa legge DEVE ESSERE FERMATA.
Diamo vita ad un coordinamento nazionale
"auto convocato" per organizzare
forme di lotta e di protesta, civili, pacifiche ma ferme.
Propongo l'immediata creazione di comitati provinciali "auto convocati" che, se la proposta di legge non fosse ritirata, diano vita
a picchetti e dimostrazioni sotto le Prefetture di tutto il paese, con
lo slogan unitario 
"CONTRO LA 1360 SIAMO TUTTI PARTIGIANI".
La protesta
deve avvenire in modo pacifico e civile e, lo chiedo a tutti
voi, senza bandiere di partito,perchè questa non è una cosa di sinistra, di
centro o di destra 
questa è la difesa della costituzione italiana, è una battaglia
di tutti.
Uniti possiamo vincere!

Qualora intedeste contattarci vi preghiamo di utilizzare la mail:

partigiani@gmail.com

pensiero astratto di Klingo ¦ commenti (16)
Commenti
#1    23 Gennaio 2009 - 20:41
 
Bella la lettera. Bella l'iniziativa di sensibilizzare le persone sul rischio dell'oblio storico e della manipolazione maliziosa e strumentale, sulla profonda ingiustizia che sta nell'equiparare colpe e responsabilità incommensurabilmente così diverse.

Ho sempre pensato, e me ne convinco sempre di più, che l'Italia è affetta da patologie croniche contro le quali non si è mai voluto mettere in atto cure veramente efficaci. Tra queste malattie vi sono sicuramente le mentalità e gli atteggiamenti mafiosi, ed il "fascismo". In entrambi i casi, si tratta di manifestazioni degeneri di un'essenza profondamente, geneticamente radicata negli italiani, da sempre (o comunque da tempi così lunghi che si misurano in secoli).

Sono anche convinto che il fascismo che deve preoccuparci davvero non è quello dei nostalgici della camicia nera e delle imprese colonizzatrici e delle spedizioni punitive, né quello di chi nega i fatti avvenuti, né quello di chi sventola bandiere con l'effigie del mascellone (magari in una curva di stadio), né quello di chi rinnega ma non rinnega.
E' piuttosto quello di chi propone una fascismo nuovo, moderno, al passo con i tempi, che risponde ai problemi di oggi, avendo gran cura nell'evitare di evocare il vecchio fascismo. Un fascismo che si legge nella non-volontà di perseguire l'emancipazione culturale e morale del popolo, nella tolleranza verso sempre più numerose forme d'intolleranza.
Un fascismo che - mi pesa molto dirlo - non sta affatto solo "a destra". Perché spesso non si considera il fatto che non basta professarsi di sinistra per essere immuni da certe malattie. Anzi, è perfettamente inutile, se non controproducente, laddove non vi sia un'attivo impegno nell'educazione morare, civile, storica e politica.
Ecco, i fascisti che mi spaventano di più sono quelli che non sanno ancora di esserlo. Quelli per i quali settant'anni sono sufficienti per non doversi più occupare di certi argomenti. Quelli che vivono nell'indifferenza, dalla quale probabilmente un giorno usciranno armati di odio per coloro che saranno stati indicati loro come i nemici.
Questione di tempo. Poi il morbo latente tornerà a manifestarsi, e lo farà in forme nuove.

A meno che non lo si contrasti energicamente con l'educazione, appunto, con la ricerca di una diffusa consapevolezza e con l'informazione storica. Le iniziative di cui ci parla Klingo vanno proprio in questa direzione.

Non saranno sufficienti, purtroppo, ma sono assolutamente necessarie.
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#2    23 Gennaio 2009 - 22:04
 
Come al solito fabione ti ringrazio perchè la tua risposta mi rincuora (se ve ne fosse stato bisogno) sul fatto che l'Italia ha ancora menti in grado di renderla un paese normale, prima o poi.
Un abbraccio davvero forte a tutti coloro i quali vedono le cose così...
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#3    23 Gennaio 2009 - 22:32
 
sono assolutamente e totalmente d'accordo. Non ho molte parole, ma tu sai che ci sono.
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#4    23 Gennaio 2009 - 23:32
 
E pensa che mio nonno materno è stato repubblichino. Era giovane e ignorante, ma ci credeva ed è andato. Io benedico la pacificazione senza la quale non sarei qui a parlarvi. Egli potè tornare non senza problemi a casa sua e crescere una famiglia e tornare al proprio lavoro... egli potè credere in quegli ideali per tutta la vita (un testone di Mussolini di merda sempre affisso in camera) e votare l'MSI fin quando ha smesso di respirare.
E gli ho voluto bene perchè è il mi' nonno e ha cresciuto senza una lira una famiglia meravigliosa di sei figlioli che poi a piramide ha creato un casino immondo...
Ma se "capisco" i meccanismi per i quali a quel tempo e in quell'ora decise per Salò non per questo lo posso assolvere per l'errore madornale di aver accettato di combattere al fianco dei nazisti contro la Patria.

Questo sia chiaro. Non lo faccio perchè da eoni la mia famiglia si professa marxista-leninista. Anzi, mi ritengo un moderato di sinistra con qualche dirazzamento in famiglia, ma non per questo non so da che parte stesse la ragione. Basterebbe che si studiasse un po' più la storia, almeno prima che la cambino anche sui manuali che a quel punto saranno direttamente di produzione FINInvest!
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#5    26 Gennaio 2009 - 23:50
 
Ho conosciuto un repubblichino, in una piazza umbra,per due ore, pochi mesi fa. Lui era un paesano, e le due cose che disse più spesso sono state:"eravamo giovani" ed "era per la patria". Un idea di patria nazionalista, una nostalgia per la propria gioventù tragica, con un errore storico pagato con il sangue.
Lui voleva che si riconoscesse che non era un bastardo. Aveva visto i bombardamenti americani su Milano, non poteva pensare che in quel contesto fosse proprio lui l'unico a sbagliare. Io non so, sono cresciuto con i partigiani che venivano sempre a scuola prima del 25 aprile, ma io non mi sono sentito di non stringergli la mano.
altra cosa è appuntargli una medaglia sul petto, però. e appuntarla sul petto di un partigiano per poter poi fare altrettanto ai repubblichini è disgustoso.

da
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#6    27 Gennaio 2009 - 12:54
 
Condivido al 100% il pensiero di da.
Io credo sia esattamente questo il punto: far coesistere l'umanità, la comprensione e la pietas con la giustizia, la ragione e l'affermazione della verità storica. E forse qui abbiamo un po' tutti da imparare.

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#7    27 Gennaio 2009 - 19:38
 
Ringrazio per l'intervento di i maremmani che viene incontro anche al mio racconto di mio nonno. L'ho vissuto da quello che mia madre mi ha raccontanto della sua infanzia e me lo ricordo per com'era. un buon uomo che ha cresciuto nel sudore una famiglia numerosa e splendida. Fosse ancora vivo lo abbraccerei e l'amerei come ho sempre fatto. Però il finale del pezzo dei maremmani è condivisibile. Erano giovani e sprovveduti, hanno creduto di lottare per la patria, ma la storia d'italia sta dall'altra parte e non si possono lasciar ergere come eroi alla stregua dei partigiani.
Credo che chi di loro è arrivato sin qui non lo vorrebbe neppure. Semplicemente, come dice imaremmani, non si vuol sentir dire che era un bastardo ma questo è avvenuto nei fatti, nella nostra Repubblica. A parte gli sfoghi inaccettabili a distanza di tempo e a guerra civile terminata da parte di qualche scriteriato moltissimi repubblichini hanno ripreso la loro vita con gli stessi affanni e le stesse possibilità dei partigiani. Penso basti così. Una proposta di legge di questo tipo, a parte la sottostante volontà di utilizzarla per cambiare la storia, invece che "riunire", divide.

Un saluto.
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#8    27 Gennaio 2009 - 19:43
 
Nel mio piccolo blog, un piccolo contributo:

http://sentierinterrotti.wordpress.com/2009/01/26/no/
utente anonimo

#9    28 Gennaio 2009 - 15:35
 
Grande, ho letto e apprezzato, un abbraccio Gabri.
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#10    29 Gennaio 2009 - 00:06
 
Mi piacerebbe continuare il discorso di fabioret sul “nuovo fascismo” , su chi sono i fasci oggi, e cercare di capire se il richiamo al fascismo storico è da rivedere, oppure no. La difficoltà proviene da una non completa elaborazione del fenomeno storico che dobbiamo compiere. Bisogna che iniziamo a mettere dei punti fermi.
Va capito se l’accentramento odierno di quote di potere enormi in poche mani , che è sicuramente assimilabile alle dittature, all’ interno delle nostre faticate democrazie ha carattere “fascista”. Credo che sia la preoccupazione di moltissimi, in mezzo ad altri mille guai.
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#11    31 Gennaio 2009 - 10:23
 
Effettivamente l'analisi di Fabio è precisa e acuminata come un bisturi. Coglie nel segno anche secondo me. Ed il discorso lo approndiremo sicuramente anche perchè dall'apertura di Ponci io utilizzerò questo blog prevalentemente per politica e affini.
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#12    31 Gennaio 2009 - 12:44
 
bene, preciso
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#13    31 Gennaio 2009 - 13:00
 
http://altre

[..] Vorrei continuare il discorso fatto con Fabioret e Klingo su “vecchio-e nuovo-fascismo”, http://klingo.splinder.com/post/19657616/Siamo+Tutti+Partigiani e vorrei cercare di capire se il richiamo al fascismo storico è da rivedere, [..]
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#14    31 Gennaio 2009 - 13:44
 
Rieccomi. Bello, mi piace l'idea di discutere di questo argomento (anche perché la mia analisi si ferma lì, e non ho le idee poi così chiare).
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#15    31 Gennaio 2009 - 14:48
 
Bè, ho cercato di fermare solo uno degli aspetti della nostra attuale civiltà che mi paiono richiamare il pericolo fascista, che cerco di rinominare a partire da i suoi ultimi sviluppi. non sono certo il primo che tenta la connessione tra moderne tecnologie e tentazioni dittatoriali. Il post era un pò troppo lungo perchè lo pubblicassi qui in forma di commento. Ma, come hai detto tu,i fasci sono Forza Nuova,quell'altri come si chiamano..Cuore Nero, sono l'intollelleranza che serpeggia tra la piccola borghesia del nord come del sud italia..ma teniamo tutti i commenti sotto questo post
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#16    01 Febbraio 2009 - 22:50
 
il potere assoluto ha sempre avuto bisogno di visibilità. Parate, cartelloni giganti, televisione.................. tutto serve per omologare e condizionare. La pubblicità dev'essere martellante e continua, dalla divinità del faraone ai duelli con le fiere nel Colosseo, fino a canale 5 e la rai, altrimenti come si può stordire un popolo fino a non farlo più pensare? Se ci pensiamo bene, l'uomo moderno no ha inventato niente che qualcuno non abbia fatto prima di lui. E' solo più sofisticato, questo è il vero pericolo. Alla forza bruta e becera prima o poi ci si oppone, anche nello stordimento e nell'umiliazione. Ma questo è un male con parvenze di sirena, ammaliatore, avvolgente. Il nuovo fascismo si è cambiato il vestito e quasi nessuno se n'è accorto.
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