
Siamo Tutti Partigiani
Lettera indirizzata all'Associazione Nazionale Partitigiani Italiani (ANPI).
Ci sono momenti, nella storia di una nazione, nella quale è necessario mettere un punto, fermarsi per rafforzare il ricordo di cosa siamo stati, da dove veniamo.
Spesso si è detto che le nuove generazioni, lontane nel tempo e nei modi di vita da chi le ha precedute, hanno dimenticato o che, peggio ancora, non sono state messe al corrente di come è stato permesso loro di vivere in uno stato democratico, parlamentare, repubblicano.
E' vero invece che in questi giorni a seguito della presentazione di un progetto di legge, il n.1360 in tema di parificazione tra le figure dei partigiani della Resistenza e tra i combattenti della Repubblica Sociale di Salò, molti di noi non hanno dimenticato e si sono indignati perché nel silenzio di molti si sta cercando di cancellare la storia, la nostra storia, attraverso una manovra vergognosa e cieca.
Vergognosa perché in uno Stato come il nostro dove possiamo accertare dai fatti che una pacificazione vi sia stata dal momento della promulgazione della Carta Costituzionale, dal momento dell'accettazione alla pubblica vita politica di una formazione come il Movimento Sociale Italiano, dalla sostanziale non attuazione della repressione del reato di apologia di fascismo, si sta invece cercando, attraverso l'istituzione di questo fantomatico "Ordine del Tricolore", non già di pacificare quanto di assolvere i membri di una parte in causa nella guerra civile che aveva scientemente scelto di stare dalla parte del nazi-fascismo.
Cieca perché passata nel silenzio dei più la delegittimazione del Parlamento, incontrastato l'assalto all'indipendenza del potere giudicante, si sta cercando con toni da bassa retorica di cambiare anche il nostro passato. La letteratura ci insegna che "chi controlla il passato controlla il futuro".
Da questa indignazione è nato un movimento, a Livorno, che ha deciso di autoconvocarsi sia a livello locale che a livello nazionale, utilizzando i più disparati mezzi per veicolare il messaggio di opposizione netta rispetto a questa proposta. Abbiamo in tempi molto brevi ottenuto migliaia di adesioni in tutta Italia, attribuibili a persone dall'estrazione politica la più varia sebbene prevalentemente di sinistra. Questa adesione trasversale ci ha spinto a proseguire e nei prossimi giorni daremo vita ad di iniziative volte a sensibilizzare la cittadinanza su questo tema e a rendere pubblica lo sconcerto che ha colpito così duramente tutti noi. Siamo certi che si possa smuovere la coscienza delle persone di buona volontà che tengono al valore della democrazia e alla verità della storia che ha portato alla formazione della Repubblica italiana.
Di questi temi e delle nostra volontà di iniziativa, non reputando necessario coinvolgere i partiti istituzionali che troppo tacciono e tacendo assecondano, abbiamo pensato di informarvi nella speranza che vi possa essere una convergenza di intenti ed un'unità di propositi.
Vi riportiamo per conoscenza il testo con il quale abbiamo raggiunto le persone che si sono unite a noi per questa causa:
La Repubblica italiana si appresta alla discussione ed alla approvazione,
nel proprio parlamento, della proposta di legge numero 1360 che vuole
istituire una onorificenza, indistintamente per i partigiani italiani e per
i repubblichini di Salò.
Questa legge è, oltre che incostituzionale,
un'offesa alla memoria storica del paese,
contro questa infamia, non possiamo rimanere immobili.
I partiti di opposizione, parlamentare o meno, colpevolmente tacciono,
chiedo quindi a tutti voi di adoperarvi per formare comitati spontanei "auto
convocati", di opposizione alla proposta di legge.
Questa schifezza non è degna di un paese civile; dobbiamo assolutamente
fermarla.
Dobbiamo creare una rete in grado di mobilitare TUTTI I CITTADINI
DEMOCRATICI di questo paese senza distinzione alcuna di appartenenza
politica, questa legge DEVE ESSERE FERMATA.
Diamo vita ad un coordinamento nazionale
"auto convocato" per organizzare
forme di lotta e di protesta, civili, pacifiche ma ferme.
Propongo l'immediata creazione di comitati provinciali "auto convocati" che, se la proposta di legge non fosse ritirata, diano vita
a picchetti e dimostrazioni sotto le Prefetture di tutto il paese, con
lo slogan unitario
"CONTRO LA 1360 SIAMO TUTTI PARTIGIANI".
La protesta
deve avvenire in modo pacifico e civile e, lo chiedo a tutti
voi, senza bandiere di partito,perchè questa non è una cosa di sinistra, di
centro o di destra
questa è la difesa della costituzione italiana, è una battaglia
di tutti.
Uniti possiamo vincere!
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